Fotografia

"Click" Autoritratto su metallo - 2010 Katy Parreira

La cosa che più mi piace in fotografia è la libertà di giocare con le immagini, le parole e i significati delle foto, potersi esprimere liberamente con un semplice click. Non conta la quantità, ma l'essenziale.
Spesso mi diverto a scattare nell'intento di stupire e di aggiungere qualcosa di nuovo: non sempre ci riesco ma ciò che conta è provarci, e divertirsi. La fotografia ti apre le porte in un mondo fantastico fatto di ottiche distorsioni d'immagini, tecniche e creatività.


La fotografia e il dinamismo: Aria di Giostra

“Aria di Giostra” é il risultato di una ricerca del movimento e delle sensazioni.
Il dinamismo, la velocità, gli spazi e le impressioni sono ottenute con la tecnica del  pannig: le immagini ottenute a scatto continuo, singolo, e ricercato, veloce e statico, mirano a registrare non tanto la purezza della composizione e dell'inquadratura, ma a catturare le sensazioni e le impressioni di quel momento. Il  movimento fugace, nascosto e talvolta inaspettato registra delle immagini che danno i titoli e i temi alle fotografie. Immagini e pensieri inaspettati delineano un giorno di giostra particolare: i cavalieri andanti, le scacchiere,  gli scatti matti, le immagini fiabesche, i personaggi senza volto, i giochi di luci e di parole delineano la composizione di ogni fotografia e mostrano una giostra viva e dinamica. La serie di scatti  realizzati sono il risultato tra corpo e macchina nell'intento di catturare e registrare tutto ciò che sfugge all' occhio umano. Ci riportano alla mente le ricerche dei Futuristi che, nell'intento di catturare i frammenti di una realtà in movimento, riescono a esprimere forme e sensazioni, sorprendendo la realtà non per come la si vede ma per come la percepiamo.
Imprimere il movimento in un'immagine diventa così il risultato di una sensazione, di  ciò che percepiamo.  Aria di giostra é come un soffio di vento, non lo vediamo ma lo sentiamo, é  un elogio al movimento e alle sensazioni,  é un modo diverso di vedere e percepire la realtà.


(Mostra Personale presso il Centro Accoglienza Benvenuto Arezzo con Azezzo&Fotografia 2010).
Alcune foto sono state esposte successivamente presso i locali: Gran Caffè Amaranto, e Merilyn Bar di Arezzo.  
Alcuni scatti sono visibili su www.parreirakaty.com e www.nikonphotographers.it
Scatto Matto © 2010 Katy Parreira 
Dopo l'esposizione tenutasi al centro Accoglienza Benvenuti ad Arezzo e successivamente al Gran Caffè Amaranto la mostra Aria di Giostra ha continuato il tour nella città di Arezzo presso il Marilyn  Bar Brunch Lounge di Piazza Guido Monaco 4 dal 18 Agosto al 18 Settembre.


La fotografia un gioco di parole: Black Light (controluce)

"E' il contrasto di luci ed ombre che immediatamente colpisce nel guardare queste foto, Contropelo, Controluce, Controcorrente, giochi di parole giochi d'immagini. In queste fotografie la tecnica si lega in maniera inscindibile con la fantasia e permentte all'osservatore di concedersi il lusso di un piacevole sorriso.

"The contrast of lghts and shades is striking. The game played with words, images and lights is obvius when looking at these photos. Tecnique and imagination are inseparable giving the spectator a rare opportunity yo smile". (Mostra nella Chiesa S.Ignazio e Catalogo Arezzo&Fotografia 2010 © Annalisa Savoca)

Black Light (Backlight) - controluce -  é un lavoro concettuale che vede la fotografia come un gioco di parole, un gioco d'immagine e di pensiero.
Il concetto portante del lavoro é il gioco in controluce di oggetti diversi, elemento sorpresa di ogni fotografia. L'immagine assume significati reconditi in base ad ogni parola e ad ogni pensiero che lo rappresenta, sviluppandosi a fine lavoro in una sorta di messaggio unico in cui l'immagine é un "merge" fotografico - grafico (nei sensi artistico, letteriario, concettuale e grafico d'immagine).
La ricerca della parola e dell'immagine, portano a costruire un'intero book di immagini concettuali pure e talvolta rielaborate graficamente. (Mostra nella Chiesa S.Ignazio e Catalogo Arezzo&Fotografia 2010 © Parreira Katy)

Controluce © 2010 Katy Parreira , quarto di una serie di scatti esposti nella Mostra Black Light, ad Arezzo e Fotografia 2010. Altri scatti sono visibili sul sito www.parreirakaty.com


"Simbolo di luminosità, la lampadina, si trova ad essere il soggetto e l'oggetto della fotografia". (Katy Parreira)


La fotografia e la quadrimensionalità: Prospettive Estese e Distorte



Prospettive estese e distorte è un lavoro di ricerca su un tipo di fotografia panoramica dove le prospettive appunto estese e distorte creano paesaggi irreali e allo stesso modo veri. 
Riportando fedelmente tutto ciò che ci circonda la fotografia registra un percorso reale di spazi reali e percorribili in un immaginario vero e falso allo stesso modo. Se parliamo di storia della fotografica, i mezzi che la accompagnano si sono sviluppati nel corso degli anni e sono diventati innumerevoli, si è passati da una fotografia rudimentale su lastre con acidi, poi al rullino, ed infine al digitale che ha rivoluzionato ogni suo aspetto, intento e utilizzo. Nascono libri che filosofeggiano sulla fotografia, e parlano di essa come un mezzo attendibile ma allo stesso modo illusorio e falso. Meccanismi sempre più sofisticati accompagnati da software sempre più completi ed evoluti, questo per catturare quella realtà così prossima e vicina a ciò che l'occhio umano può vedere. Dalla bidimensionalità si è passati ad immagini tridimensionali e ad alta definizione, prossime a dare l'illusione di una realtà vera e certa. Si arriva a creare panorami dai dettagli più inimmaginabili pensiamo alle immagini in giga-pixel ad esempio quella di Parigi (www.paris-26-gigapixels.com) con definizioni espandibili, fino a vederne ogni particolare. In Google Maps si creano percorsi fotografici, dove tutto è reale ed affidabile, si supera i limiti dello spazio. La fotografia non è più intesa come contenitore ma estensione di una realtà. Lo spazio diventa un pretesto per allargare la propria visione e creare immagini reali e allo stesso modo fantastiche, pensiamo ad esempio alla elaborazione digitale in sfere contenitrici come possono essere i Planet: in cui la realtà viene registrata in una sfera contenitrice di tutti i dettagli. Così si arriva ad elaborazioni digitali panoramiche, dove la realtà viene catturata ed assemblata in tutti i suoi dettagli, ho voluto giocare con le prospettive estese e distorte per creare immagini a 360 gradi che ho voluto chiamare Quadrimensionali, per la sua forma e per l'illusione che creano, con prospettive impossibili e allo stesso modo reali, dove lo spettatore è partecipe dell'immagine camminando su di essa come in un percorso immaginario e dove l'immagine fotografica non è più appesa a parete ma appesa come un lampadario e vista da più lati. (Agosto 2010 - Katy Parreira)


Panoramica a 360 gradi di Piazza Grande di Arezzo - Agosto 2010 © Katy Parreira

Panoramica a 360 gradi di Piazza Grande di Arezzo - Agosto 2010 © Katy Parreira


Le mostre panoramiche in Sicilia: Cefalù e Palermo

"Prospettive nel Paesaggio e nell'Architettura", La Galleria Caffè Letterario, Agosto 2011 © Katy Parreira
"Prospettive nel Paesaggio e nell'Architettura", Villa Niscemi, Palermo  - Luglio 2011 © Katy Parreira

La fotografia Concettuale: Lo Sbadiglio

La fotografia deve incuriosire deve stimolare e interagire...

Lo Sbadiglio © 2001 - Katy Parreira

Lo scatto risale al 2001 (una proposta per il mio esame finale di fotografia), avevo cominciato con fotografie a colori di un solo formato (10 x10 cm) per poi riprendere il tutto con qualche accorgimento in più e in color seppia.
Lo scopo era quello di coinvolgere lo spettatore e indurlo a reagire, come spettatore e attore dell'immagine.
Quando qualcuno sbadiglia di fronte a noi, viene inconsciamente spinto a riproporre il proprio sbadiglio. E' pur vero che lo sbadiglio sembra essere davvero contagioso, ma la fotografia è cosi immediata e così espressiva da rendere queste stesse sensazioni? 
Uno scatto fotografico di questo tipo potrebbe suscitare lo stesso effetto verso chi lo guarda?
Questo scatto è diventato un portfolio fotografico di persone che sbadigliano, ed il risultato di un esperimento, che ha voluto porsi di fronte ad un pubblico più ampio, con la verifica e la riprova di un dato di fatto. 
Il lavoro ha portato i suoi risultati: l'insegnate di fronte a questo scatto ha sbadigliato, concludendo positivamente la mia tesi.
Perciò, se vi siete trattenuti da uno sbadiglio, o magari coraggiosamente vi siete lasciati andare  e lo avete fatto, non preoccupatevi: era l'obbiettivo di questa foto. Se davanti a questa immagine c'è stato uno vostro sbadiglio, vuol dire che si è interagito con l'immagine, anche se in maniera inconscia.
Il lavoro, conta di una serie di fotografie tutte rivolte a persone che sbadigliano, alcune spontanee, altre in posa, ma tutte con la stesso obiettivo. Questa per me è la fotografia concettuale.

La fotografia come ricordo : "Il Bruco"


Ciò che il mio occhio osserva non è un'immagine, ma il pensiero di un ricordo...
L'attimo in cui mi accorgo di questo pensiero è brevissimo: vuol dire che in quell'istante mi sono fermata.
Ogni piccola cosa anche la più sfuggevole si può scegliere di perderla oppure farla nostra.
Questa non è la fotografia di un'immagine è la fotografia di un pensiero è la fotografia di un ricordo.
(Katy Parreira, 1999)



Il Bruco (1999)

La fotografia e i concetti : Brevi Aforismi

"Talvolta una fotografia capovolta può essere davvero un capolavoro".
(Katy Parreira)

"In fotografia il tempo ha la sua importanza, se ne usiamo troppo in post-produzione, è materia grafica non fotografica".
(Katy Parreira)

Ho dedicato alla fotografia alcuni spazi online come: ObiettivoClick (blog di amici),  parreirakaty.com(sito personale), e Quadrimensionale.

Nessun commento:

Posta un commento